Numerose riforme che riguardano direttamente la vita quotidiana dei pazienti e degli operatori sanitari sono entrate in vigore a settembre 2026. Malattie congedo limitate, rifiuto di biosimilari penalizzato, aumento del resto a carico previsto per ottobre: le notizie sanitarie di questa settimana delineano un panorama in cui le regole di rimborso cambiano rapidamente e dove le conseguenze finanziarie per gli assicurati meritano di essere valutate.
Malattie congedo, biosimilari e resto a carico: tabella delle modifiche al 1° settembre 2026
| Misura | Prima di settembre 2026 | Dal 1° settembre 2026 | Fonte |
|---|---|---|---|
| Durata della prescrizione iniziale di un congedo per malattia | Nessun limite regolamentare uniforme | Limitata a 31 giorni | Decreto n. 2026-498 del 12 giugno 2026 |
| Rinnovo di un congedo per malattia | Durata lasciata alla valutazione del medico | Limitato a 62 giorni per rinnovo | Ma Santé News, 31 agosto 2026 |
| Rifiuto di un biosimilaire o ibrido in farmacia | Pagamento diretto mantenuto | Anticipo delle spese possibile, pagamento diretto sospeso | TF1 Info, 31 agosto 2026 |
| Resto a carico (riforma ampliata) | Modalità in vigore | Modifica dei rimborsi prevista per ottobre 2026 | RFI, 21 agosto 2026 |
Questa tabella riassume le principali misure. Ognuna colpisce un pubblico diverso: lavoratori in congedo, pazienti in trattamento biologico, assicurati coperti da un integrativo. I paragrafi seguenti dettagliano ciò che cambia concretamente per ogni situazione. Seguire le notizie sanitarie su santeauquotidiencom consente di individuare queste evoluzioni non appena vengono pubblicate nella Gazzetta ufficiale.

Limitazione dei congedi per malattia: cosa modifica in pratica il decreto n. 2026-498
Il decreto del 12 giugno 2026, applicato dal 1° settembre, introduce due limiti distinti. La prescrizione iniziale di un congedo di lavoro non può superare 31 giorni. Ogni rinnovo è limitato a 62 giorni.
Questa misura si rivolge alla medicina di base. I medici di famiglia, che redigono la grande maggioranza dei congedi, devono ora calibrare la durata fin dalla prima consultazione. Un congedo più lungo richiede un rinnovo formale, con una nuova valutazione clinica.
Conseguenze per i pazienti in congedo lungo
Per le patologie croniche o le conseguenze di interventi chirurgici pesanti, la limitazione non riduce la durata totale possibile di un congedo. Impone un passaggio obbligatorio dal medico ogni due mesi al massimo. Il paziente che non rinnova nei tempi rischia un’interruzione dell’indennizzo.
I congedi legati a malattie di lunga durata (ALD) rimangono soggetti a questo quadro. La differenza si gioca sul follow-up: dove alcuni congedi potevano essere prolungati telefonicamente o per posta, il decreto rende la consultazione fisica o in teleconsultazione più frequente.
Rifiuto di biosimile in farmacia: un costo diretto per l’assicurato
Dal 1° settembre 2026, un paziente che rifiuta il biosimile o l’ibrido proposto dal suo farmacista si espone a una perdita del pagamento diretto. In concreto, l’assicurato deve anticipare l’intero costo prima di essere rimborsato dall’Assicurazione malattia.
Un biosimile è una copia quasi identica di un farmaco biologico il cui brevetto è scaduto. La sua efficacia e sicurezza sono validate dall’Agenzia europea dei medicinali. Il prezzo è inferiore a quello del farmaco di riferimento, il che spiega la volontà delle autorità pubbliche di generalizzarne la sostituzione.
Cosa cambia in farmacia
- Il farmacista propone il biosimile disponibile. Se il paziente accetta, nulla cambia nel circuito di rimborso.
- Se il paziente rifiuta senza un motivo medico annotato sulla prescrizione, il pagamento diretto è sospeso per questa erogazione. L’assicurato paga, poi richiede il rimborso alla sua cassa.
- Le prescrizioni con la dicitura “non sostituibile” per motivi medici rimangono protette: il pagamento diretto si applica normalmente.
Questa misura riguarda principalmente i trattamenti biologici costosi (anti-TNF, insuline, ormoni della crescita). Per queste molecole, la differenza di prezzo tra il principe e il biosimile può rappresentare diverse centinaia di euro all’anno.

Aumento del resto a carico previsto per ottobre 2026: quali voci sono interessate
Numerosi decreti pubblicati nella Gazzetta ufficiale prevedono una modifica delle modalità di rimborso a partire da ottobre 2026. Le voci interessate coprono i farmaci, i dispositivi medici e i trasporti sanitari.
I dettagli della riforma, riportati da RFI il 21 agosto 2026 e da Marketscreener il 24 agosto, indicano che alcuni pubblici protetti mantengono il loro attuale livello di copertura. I beneficiari della complementare salute solidale (C2S) e i pazienti in ALD non dovrebbero vedere aumentare il loro resto a carico sulle voci interessate.
Cosa distingue questa riforma dagli aggiustamenti abituali
La particolarità risiede nel trasferimento di una parte del carico finanziario verso le assicurazioni sanitarie. Le mutue e gli assicuratori dovranno assorbire una frazione più importante del costo, il che potrebbe riflettersi sulle quote già dal 2027.
- I farmaci a servizio medico reso moderato potrebbero vedere ridotto il loro tasso di rimborso da parte dell’Assicurazione malattia.
- I trasporti sanitari non urgenti fanno parte delle voci in cui il resto a carico del paziente potrebbe aumentare.
- I dispositivi medici (protesi, ortesi, materiale respiratorio) sono anch’essi menzionati nei testi normativi.
Per gli assicurati senza integrativo, l’aumento del resto a carico sarà diretto. Per coloro coperti da una mutua, l’impatto dipenderà dalla capacità del loro contratto di compensare il disimpegno dell’Assicurazione malattia.
Elenco aggiornato delle specialità rimborsabili: decisione ANSM del 2 settembre 2026
L’ANSM ha aggiornato il 2 settembre 2026 l’elenco delle specialità approvate per le collettività e rimborsabili. Tra le aggiunte figurano antibiotici, antifungini e un anticancro. Questo aggiornamento, pubblicato sul sito ufficiale dell’agenzia, amplia l’accesso a trattamenti finora non coperti in città o in alcuni stabilimenti.
L’aggiunta di antibiotici all’elenco avviene in un contesto di tensioni regolari sui stock di alcune molecole. L’iscrizione di un anticancro apre la possibilità di una copertura ospedaliera senza passare per un’autorizzazione temporanea d’uso.
Le settimane a venire chiariranno se altre specialità entreranno nell’elenco durante i prossimi aggiornamenti. Il ritmo di queste decisioni si è accelerato dall’inizio dell’anno, con diverse pubblicazioni nella Gazzetta ufficiale nell’arco di pochi giorni all’inizio di settembre.



